Dal Barolo al Chianti, cantine a caccia di finanziamenti

Il lockdown ha colpito soprattutto i vini di qualità che ora con lo strumento del pegno rotativo previsto dal decreto Cura Italia,cercano nuovi fondi. Molti immaginano la burocrazia come un mostro a tre teste, ma spesso è semplicemente un cavillo, un piccolo anello mancante. Un esempio viene dal settore del vino che, dopo il lockdown (che ha colpito con particolare forza il vino italiano di qualità, tra i prodotti agroalimentari più esposti alla chiusura di bar e ristoranti) è stato ricompreso dal Decreto Cura Italia tra i comparti nei quali viene autorizzato il cosiddetto pegno rotativo, ovvero un prestito fornito su un bene dato in garanzia e che ha la caratteristica della rotatività, cioè la garanzia può essere trasferita in capo a un bene diverso senza la necessità di rinegoziare il prestito… Articolo completo

Fonte: ilsole24ore.com