Dal campo al bar la filiera del caffè è in sofferenza a causa della pandemia, delle difficoltà logistiche e dei prezzi bassi all’origine

Tempo fa il sito della BBC usciva con un titolo ad effetto: in futuro berremo un caffè sempre più cattivo a causa dei cambiamenti climatici? Oggi potremmo andare oltre chiedendoci: in futuro avremo ancora caffè da bere? La situazione di una delle materie prime più utilizzate (e amate) al mondo è critica, e la pandemia non aiuta. Come ci spiegano due tra i maggiori importatori di caffè verde, entrambi triestini. La pandemia sta causando problemi nell’offerta e nella domanda – spiega Theresa Sandalj di Sandalj Trading Company -. Nella produzione le criticità si trovano a ogni passaggio della filiera del caffè. A livello agricolo, molte aziende che fanno la raccolta manualmente contano sulla mano d’opera di Paesi confinanti: con le frontiere chiuse si è bloccato l’afflusso di lavoratori stagionali e il rischio è che le drupe siano lasciate sulle piante di caffè. Ci sono difficoltà a trasportare il caffè raccolto ai centri di torrefazione e ai porti, e in Paesi senza sbocco sul mare come il Rwanda l’irrigidimento dei controlli alle frontiere sta causando ritardi notevoli… Articolo completo
Fonte: corrierenazionale.it

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