L’anno nero del vino italiano Produciamo le stesse bottiglie di prima ma il mercato non c’è più

Secondo le previsioni, le aziende del settore perderanno il 30-35% del fatturato. Un impatto che rischia di mettere in crisi tutta la filiera, e un problema grave a maggior ragione per un paese come il nostro, che ne ha fatto uno dei suoi simboli nel mondo. «Il vino non è più solo un bene di consumo, ormai è un fatto di convivialità. Con il distanziamento sociale il nostro settore è in crisi. Oggi rischiamo di perdere le posizioni guadagnate sul mercato globale». L’allarme arriva da una delle istituzioni del vino italiano. Sandro Boscaini, meglio conosciuto come Mister Amarone, è il presidente di Masi Agricola, l’azienda che ha portato il celebre vino della Valpolicella in 140 Paesi. Tra gli ideatori del Vinitaly, Boscaini è anche il numero uno di Federvini, l’associazione di Confindustria che raggruppa i produttori italiani. «Il Covid – spiega a Linkiesta – ha avuto un impatto fortissimo, che diventa ancora più grave se consideriamo che l’uva non ha problemi di virus e continua la sua vita. Tra un mese e mezzo con la vendemmia ci presenterà il nuovo prodotto e si prospetta un’annata generosa. Ma noi abbiamo ancora le cantine piene»…. Articolo completo
Fonte: linkiesta.it