Tra vigne e cantine: ecco come cambia l’enoturismo in tempi di Covid

Più visitatori italiani e meno stranieri, aumentano i giovani. E si aprono nuove prospettive legate alle esperienze da fare tra i filari. Un produttore di Brunello di Montalcino ci racconta cosa sta succedendo in Toscana, dove è nato il turismo del vino. Il futuro del turismo italiano passa (anche) da una vigna. Già prima della pandemia, l’enoturismo registrava, nel 2019, una crescita del giro d’affari pari al 45% (fonte: Rapporto sul turismo enogastronomico), con un allargamento del pubblico interessato a degustazioni e visite in cantina (in forte aumento i giovani). Ora il segmento ha subìto una battuta d’arresto, come tutto il settore, naturalmente. Ma tra i filari c’è maggiore ottimismo rispetto alle prospettive non certo rosee dell’intero mondo Travel. Perché il turismo del vino ha tutte le caratteristiche del nuovo modo di viaggiare, in tempi di Covid: soggiorni in Italia, spesso a pochi chilometri da casa, periodi brevi con frammentazione delle ferie in long weekend, maggior contatto con la natura e tante esperienze open air… Articolo comleto
Fonte: viaggi.corriere.it

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